22 marzo 2008, Gorizia
25 Marzo 2008, 1:05 am
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No al taglio delle cucine scolastiche

GORIZIA I genitori dei bambini che frequentano le scuole comunali non ci stanno. Temono che il Comune voglia accorpare i centri cottura con la conseguenza (è questa la paura) che scada la qualità del cibo e del servizio. La presa di posizione arriva dopo l’ultimo Consiglio comunale in cui è stato affrontato questo problema grazie ad un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale Marco Marincic (Forum). A fare scattare l’allarme un passaggio della relazione previsionale in cui si legge, testuali parole, che «per questo delicato servizio verrà posta particolare attenzione a tutti gli aspetti legati alla sicurezza e alla qualità del servizio nonché alla valorizzazione di proposte e interventi in grado di ottimizzare gli impieghi complessivi delle risorse, con particolare riferimento alla valutazione circa l’opportunità di accorpare i centri-cottura». Apriti cielo. I genitori hanno iniziato ad agitarsi e hanno contattato ieri la redazione per esprimere le loro perplessità. 



22 marzo 2008, 4 Gorizia
25 Marzo 2008, 12:02 am
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Marincic: per le cucine temo un “taglio” selvaggio

«Il sindaco Romoli deve chiarire fino in fondo cosa intende quando parla di accorpare le cucine che forniscono i pasti caldi alle scuole comunali, perché temo che ci troveremo di fronte a un forte taglio indiscriminato delle strutture esistenti». Il consigliere del Forum per Gorizia, Marco Marincic, torna all’attacco sulla questione degli ipotizzati accorpamenti dei punti cottura comunali, attualmente ce ne sono 15, dopo che la giunta Romoli ha bocciato un suo emendamento al bilancio in cui si chiedeva che questa operazione non avesse luogo. «Il sindaco non ha chiarito quante cucine intende chiudere ma, soprattutto, come intende organizzare il servizio pasti nelle mense delle scuole quando alcune delle cucine saranno eliminate – insiste Marincic –. Si fa presto ad assicurare che la qualità dei cibi non subirà modifiche, come ha fatto il primo cittadino, ma bisogna capire cosa si intende per qualità». Marincic, come aveva già fatto qualche giorno fa, quando “scoprì” le intenzioni della giunta di ridurre il numero delle cucine, evidenzia che «già nel trasporto dei pasti fra un luogo e l’altro, pur se non distanti fra loro, c’è di fatto un “impoverimento” della qualità dei cibi, ma non solo. L’ipotizzato accorpamento dovrebbe portare a concentrare la preparazione dei pasti in pochi siti, si sente addirittura parlare della metà di quelli attuali, con un aumento considerevole, quindi, del lavoro per alcune strutture. Sarebbe quanto mai opportuno che ci venisse spiegato come si intende organizzare questa nuova impostazione». Infine, il consigliere del Forum ritiene indispensabile che «l’amministrazione comunale apra un confronto con i genitori delle scuole interessate che devono necessariamente essere coinvolti in questo progetto del Comune e ritengo anche che debbano poter dire la loro sull’ipotesi di accorpamento delle cucine e questo non dopo che l’operazione è stata fatta ma prima. L’apporto dei genitori, com’è accaduto in passate esperienze, è molto importante per far funzionare bene le cose». (p.a.) 



21 marzo 2008, 2 Gorizia
25 Marzo 2008, 12:00 am
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Confermata la riduzione delle cucine

Se diversi emendamenti e ordini del giorno dell’opposizione sono stati accolti, alcuni sono stati, invece bocciati dal sindaco Romoli. Fra questi, quello presentato dal consigliere del Forum per Gorizia, Marco Marincic, riguardante l’ipotizzato accorpamento delle 15 cucine che oggi preparano i pasti per gli scolari degli istituti comunali e di altre strutture pubbliche. Marincic ha chiesto che questi accorpamenti non abbiano luogo, ma il sindaco Romoli ha risposto che questa era una promessa che non poteva fare. «Se si chiede il mantenimento dei livelli qualitativi del servizio mensa sono il primo a essere d’accordo – ha affermato il primo cittadino – ma se si vuole, invece, evitare gli accorpamenti delle cucine, non lo sono. Una buona amministrazione, infatti, punta a ridurre le spese che si possono ridurre mantenendo la stessa qualità nei servizi erogati. Ed è quanto intendiamo fare con le tante cucine attive, che assorbono molte risorse che potrebbero essere impegnate diversamente. Quindi siamo intenzionati a studiare la loro possibile riduzione». Alcuni consiglieri della minoranza, peraltro, hanno messo in luce alcune “dimenticanze” nel bilancio. Lo stesso Marincic ha posto la questione del mancato inserimento nel documento contabile di una voce riguardante contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari e internazionali. «Si rischia di far perdere così a Gorizia importanti risorse proprio nella fase d’avvio della nuova programmazione comunitaria 2007-2013 – ha affermato Marincic –, anche considerando che, come non mai in passato, la città si trova inserita in ben otto possibili linee di finanziamento per la cooperazione territoriale. Le opportunità ci sono eccome – ha concluso – mancano solo idee e progetti concreti per coglierle». Il consigliere del Partito democratico, Daniele Orzan, invece, ha scoperto che «l’amministrazione comunale non era a conoscenza del fatto che ci sono oltre 29 mila euro, derivanti dalla raccolta del 5 per mille alla quale avevano partecipato 1.084 sottoscrittori, che il Comune aveva richiesto per finanziare il recupero delle case per anziani di via Campagnuzza». Accolto, anche l’emendamento presentato dai consiglieri Bozidar Tabaj e Federico Portelli del Pd, per l’inserimento in bilancio del contributo regionale per la riqualificazione del quartiere di Sant’Andrea che l’amministrazione comunale si era “dimenticata” di inserire. (p.a.) 
 



16 marzo 2008, 1 Gorizia
24 Marzo 2008, 11:54 pm
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Il progetto è contenuto nel bilancio di previsione che sarà portato all’attenzione del prossimo consiglio comunale
Cucine scolastiche, accorpamenti in vista

È in vista un accorpamento dei centri di cottura, ovvero delle cucine che preparano le pietanze per le mense delle scuole comunali e di altre strutture dell’ente. L’ipotesi, contenuta nel bilancio di previsione che la giunta Romoli porterà all’esame del prossimo consiglio comunale, viene evidenziata dal consigliere del Forum per Gorizia, Marko Marinic, il quale annuncia che solleverà la questione durante il dibattito sul bilancio: «Penso che un provvedimento di questo tipo debba essere accuratamente valutato – afferma –, perché le pietanze non cucinate in loco ma trasportate da altri luoghi non sono, di solito, ugualmente appetibili, soprattutto per i bambini». Marincic ricorda, quindi, che «già in passato era stata ipotizzato un accorpamento delle cucine che oggi sono 15, nell’ottica di ridurre le spese, ma ci fu subito la reazione dei genitori degli alunni, che temevano uno scadimento della qualità dei cibi per i loro figli». «Inoltre – continua Marincic –, si verificò che l’esperienza, in alcune realtà, del coinvolgimento diretto degli stessi genitori, in forma volontaristica, attraverso specifici comitati che si occupano dell’acquisto delle derrate alimentari e seguono anche la preparazione delle pietanze, portava a risparmi notevoli, al punto che alla fine rimaneva e rimane a disposizione – sottolinea l’esponente del Forum – una certa cifra che viene utilizzata per l’acquisto di altri materiali utili per la scuola. L’ipotesi della riduzione dei centri di cottura, quindi, non venne portata avanti». Il consigliere comunale del Forum ribadisce che «è un fatto che i pasti preparati in sedi lontane e trasportate in altre scuole subiscano un deterioramento qualitativo, se non altro per la temperatura e, visto che si tratta di bambini, la presentazione dei cibi deve avere molta importanza». Marincic parla anche da genitore e, in questo senso evidenzia l’esperienza vissuta nelle elementari di lingua slovena, «dove c’è un rientro pomeridiano e la gran parte dei genitori, fra il servizio mensa in vaschette offerto dal Comune e l’“arrangiarsi” da soli con altre soluzioni, si è orientata per quest’ultima scelta». Abbiamo sentito in merito all’ipotesi di accorpamento delle cucine contenuto nel bilancio, l’assessore ai Servizi sociali Silvana Romano. «Voglio subito precisare che si tratta, al momento, solo di valutazioni che stiamo facendo – chiarisce – e che non c’è ancora nulla di deciso. In ogni caso, il servizio di cottura continuerà a essere direttamente gestito dal Comune e non sarà affidato a ditte esterne. Semplicemente, considerando che i costi sono esorbitanti, si sta studiando una sua riorganizzazione che, ripeto, non inciderà minimamente sulla qualità dei pasti che saranno distribuiti. Come ho detto più volte, stiamo verificando i costi di tutti i servizi per cercare – puntualizza la Romano – di razionalizzare le spese, ovvero di attuare risparmi dove questo è possibile per ridistribuirli poi dove c’è maggior bisogno. Questo, ripeto, senza intaccare i servizi, ma, anzi, cercando di migliorarli». «Inoltre, se per caso, e ribadisco il se – assicura la Romano –, si dovesse procedere a una razionalizzazione dei centri cottura, non ci sarebbero ripercussioni sul personale dipendente». Di certo, come ha annunciato Marincic, l’argomento verrà discusso nel prossimo consiglio comunale e, in quella sede, saranno forniti, molto probabilmente, tutti i dettagli di questo possibile accorpamento. Patrizia Artico