08 aprile 2008, Gorizia
8 Aprile 2008, 11:11 am
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«Chi sarà eletto dovrà impegnarsi per lavoro, salute e sicurezza»
Un documento di Aea, Pirati Ineos e Carico sospeso

MONFALCONE. La tutela della salute dei lavoratori esposti a malattie professionali, la sicurezza delle persone sui luoghi di lavoro, il diritto al lavoro e contro ogni forma di precarietà sono i principi su cui si basa il documento di richieste che venerdì le associazioni monfalconesi, Associazione esposti amianto di Monfalcone, Carico sospeso e Pirates for a better world (comunità dei dipendenti e familiari Ineos films Monfalcone), hanno consegnato ai candidati isontini per la Regione, nel corso di un incontro dibattito organizzato dalle stesse associazioni. Le richieste, che si estende ai candidati non solo al consiglio regionale, ma anche al Parlamento della repubblica, riguardano un impegno puntuale e attivo su questioni particolari, quali la situazione epidemiologica e le previsioni di mortalità a causa dell’esposizione all’amianto.
«È indifferibile per i prossimi decenni – scrivono nel documento i tre presidenti delle associazioni, Rita Nadalini Nardi (Aea), Emilio Cicciarella (Carico), Olimpia Valentini (Pirates) – l’adozione di provvedimenti socio-sanitari adeguati e mirati alla diagnosi precoce, al trattamento medico e a progetti di cure specifiche per il mesotelioma della pleura. Serve dare concretezza a Monfalcone al Centro di eccellenza sulle malattie asbesto correlate. La legge regionale 22 del 2001 deve essere adeguata al più presto a fronte dell’esplodere dell’emergenza amianto. Inoltre devono essere ripristinate la legalità e l’efficacia della stessa legge che, a seguito del mancato finanziamento della legge e del “golpe” intentato dai burocrati dell’assessorato regionale alla Sanità che hanno privato di rappresentanza i comprensori più colpiti, è venuta a mancare rendendo meno efficace la legge e tradendo lo spirito con cui era stata approvata all’unanimità».
Non mancano riferimenti alle attuali condizioni di lavoro che richiedono venga garantita «una formazione comune e condivisa alla sicurezza, attraverso corsi interaziendali fruibili da tutti i lavoratori, anche stranieri e/o appartenenti a varie realtà lavorative».
Sostengono la necessità del potenziamento dei servizi adibiti a controllo e prevenzione, come la Medicina del lavoro, in modo da garantire ai lavoratori un costante aggiornamento e formazione specifica, con particolare riferimento ai fattori di rischio caratteristici dei diversi ambienti lavorativi e del territorio di appartenenza. Le figure incaricate e responsabili della sicurezza dei lavoratori devono essere libere di agire in autonomia e indipendenza, al di fuori da ogni possibile conflitto di interessi con il datore di lavoro. Chiedono anche che sia fornita ai mezzi di comunicazione una documentazione costante, puntuale e corretta su situazione della realtà lavorativa di appartenenza, impegno politico di parti sociali e associazioni.
Nel documento non manca un riferimento alla chiusura di realtà produttive efficienti e produttive «causata dalla leggerezza e dall’incompetenza di alcuni amministratori pubblici locali e da scellerate scelte finanziarie e industriali», fenomeno che deve cessare definitivamente per mezzo di norme e leggi che impediscano alle imprese speculazioni immobiliari, delocalizzazioni ingiustificate e uso disinvolto di risorse pubbliche. «Infine – chiedono – va sancita per legge la mobilità diretta dal comparto privato a quello pubblico nei casi in cui vi sia stato concorso da parte della pubblica amministrazione nel determinare cancellazioni di posti di lavoro». Le tre associazioni chiedono infine di incontrare consiglieri e parlamentari eletti entro settembre.

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* Italiano
29 Marzo 2008, 3:46 pm
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I MIEI IMPEGNI PER L’ISONTINO

Facciamo guarire la sanità isontina
Superare i confini farebbe bene soprattutto alla sanità, finora sacrificata al duopolio clinico-universitario di Udine e Trieste. Serve un rilancio della sanità isontina, valorizzando sia Gorizia che Monfalcone ma sopprattutto i servizi sul territorio, all’insegna della collaborazione che significhi qualità ma anche integrazione.

Uno sviluppo leggero e sostenibile
Come? Spostando su rotaia le merci dei camion, su un corridoio 5 dove per potenziare la ferrovia non serve sventrare il Carso. Per mantenere il nostro ambiente ricco e fonte di ricchezza: l’Isonzo senza nuove dighe, le ciclovie per portare turisti in Collio, in Carso e verso il mare tra storia, natura e prodotti genuini della nostra terra.

Lavoro e ambiente finalmente uniti
Chi dice che bisogna morire di lavoro? Si può e si deve innovare, garantire la sicurezza e la salute, un lavoro stabile e non precario, nel rispetto dell’ambiente. Fonti rinnovabili, per risparmiare, per vivere meglio, per migliorare il clima. Questo si può fare, questo e non altro si deve fare, anche in regione, anche a Gorizia.

Rifiutiamo i rifiuti
L’esperienza della provincia di Gorizia, ai vertici nazionali per la raccolta differenziata, va potenziata e diffusa in regione. Oltre a recuperare e riciclare bisogna iniziare a ridurre i rifiuti generati da una sconsiderata promozione dell’industria dell’usa e getta. Per avere un risparmio economico (paghiamo per comprare, paghiamo per smaltire) ed un beneficio ambientale.

Riconvertiamo le caserme dimesse
La provincia di Gorizia è disseminata di caserme vuote e in rovina, monumento alla stupidità umana e al vizio di mandare in malora il patrimonio pubblico. Propongo un piano straordinario della Regione per il loro recupero a fini turistici, per produrre energia pulita, per attività economiche innovative ed altro.

Energia pulita con le fonti rinnovabili
La centrale elettrica di Monfalcone non ancora riconvertita continua a sputare fumi e polveri e già si parla di nuovi impianti energetici come quello gigantesco proposto da Westinghouse o persino di una possibile centrale nucleare. Non basta l’aver sacrificato i polmoni di tanti operai all’amianto? E’ ora di ridurre gli sprechi energetici e passare alle fonti rinnovabili.



05 marzo 2008, 10 Regione
24 Marzo 2008, 11:34 pm
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L’ex segretario della Cgil, Colussi: la giunta dovrà fare meglio in ambito sociale
La Sinistra a Illy: più politiche del lavoro

TRIESTE. Non un cartello elettorale, ma una sinistra forte che pesa per idee e progettualità dentro Intesa Democratica. Questo è la Sinistra Arcobaleno in Friuli Venezia Giulia, che ieri, a Trieste, ha presentato i candidati alle regionali del 13 e 14 aprile. Una formazione che – secondo il candidato Ruben Colussi, ex segretario regionale della Cgil – dovrà andare oltre un’amministrazione regionale che «ha fatto l’ordinario». Dalla fine di aprile si dovrà partire da – ha suggerito – «un piano straordinario per la sicurezza sul lavoro, l’irrobustimento degli strumenti in ambito sociale (Reddito di cittadinanza, Carta Famiglia), il sostegno deciso del Fondo per la non autosufficienza e un aiuto più incisivo a favore delle donne sole con figli». Più in generale, sono ambiente, diritti e lavoro i capisaldi dell’azione che la Sinistra intende perseguire nell’azione di governo. I candidati. Compariranno in lista in ordine alfabetico, con un’alternanza uomo/donna e una presenza femminile che supererà il 40%. «Pensiamo di rappresentare il vero valore aggiunto della coalizione, in forza del nostro radicamento sociale – ha spiegato il segretario regionale del Prc, Giulio Lauri – e proprio perciò la nostra proposta unitaria può dar luogo a una sinistra determinante all’interno di Intesa democratica, diversamente da quanto accaduto nella legislatura precedente». Simbolo. «Le Ciampe – l’Arc di San Marc»: parla anche friulano il simbolo, che riporterà la dicitura anche in lingua slovena e tedesca, «per testimoniare – ha precisato Lauri – la nostra assunzione convinta della scelta del quadrilinguismo operata dalla Regione». Il risultato a cui si punta è di sette consiglieri regionali, «che è possibile arrivino – secondo Lauri – uno ciascuno dalle circoscrizioni di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia, più altri tre che potrebbero scattare di nuovo da Trieste, Udine, Pordenone o anche da Tolmezzo». Le liste. Prioritaria, ora, è la raccolta delle firme. Le teste di lista rappresenteranno le quattro componenti della Sinistra Arcobaleno (Prc, Pdci, Verdi e Sinistra democratica) e la società civile: per Udine, Kristian Franzil, Elisa Dreosto e Livio Menon; per Gorizia, Marko Marincic; per Trieste, Giuliana Zagabria, Igor Kocijancic e Giorgia Visentin; per Pordenone, Ruben Colussi, Monja Giacomini e Michele Negro.