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Si è rinnovata l’iniziativa a favore della pace da Romans al colle di Medea
In 100 in marcia a chiedere diritti umani per tutti
ROMANS Un centinaio di persone ha partecipato alla marcia per la pace che dal 1982, la vigilia della domenica delle Palme, vede i fedeli lasciare Romans per raggiungere a piedi la chiesetta di Sant’Antonio sul colle di Medea. Un corteo silenzioso, senza striscioni e senza slogan, in cui i partecipanti tengono in mano solamente un rametto di ulivo e compiono il tragitto per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della pace, ma anche per far riflettere sui troppi silenzi e sull’indifferenza che attanaglia una società troppo assuefatta alla quotidiana violenza, che assiste con colpevole distacco agli abusi e alle azioni che calpestano i più elementari diritti dell’uomo. E nell’intervento di Di Piazza, al Galupin, è stata ricordata anche la rivolta di questi giorni dei monaci buddisti che in Tibet chiedono l’indipendenza dlala Cina. E non a caso l’edizione di quest’anno portava il titolo di «Tutti i diritti umani per tutti», scelto in occasione del 60° della dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo, il 60° della Costituzione, il 40° della Giornata mondiale della pace e del Movimento del 1968 oltre al 30° della Legge Basaglia. Temi, questi, su cui, prima della partenza, all’auditorium Galupin, si è soffermato don Pierluigi Di Piazza, mentre hanno preso la parola anche l’assessore regionale Roberto Antonaz, l’assessore provinciale Marko Marincic e il sindaco Alessandro Zanella. Presenti pure don Alberto De Nadai e Andrea Bellavite. Nella chiesetta di Medea, invece, hanno partecipato tra gli altri i consiglieri regionali Mirio Bolzan e Maurizio Paselli e sono intervenuti, sotto il coordinamento di Matteo Valentinuz, Caterina Dolcher, difensore Civico regionale, Giovanni De Luca, procuratore capo della Corte dei conti del Friuli Venezia Giulia, Mario Reali, psichiatra, nonché i rappresentanti del Centro giovanile parrocchiale e della Consulta di Romans.
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Tanti i giovani che si sono messi in cammino da Romans al colle di Medea
Partecipazione alla marcia della pace
ROMANS. Grande partecipazione ieri, a Medea e a Romans, alla Marcia della pace edizione 2008, alla quale hanno aderito complessivamente oltre 200 persone. L’apprezzata manifestazione è stata organizzata dai circoli Acli di Romans, Gradisca, Villesse, Ruda, Fiumicello, Cervignano, dalla parrocchia di Santa Maria Annunziata di Romans, dal settimanale “Voce isontina” e dalla consulta giovanile del Comune di Romans. Hanno aderito all’iniziativa anche le amministrazioni comunali di Romans e di Medea, in collaborazione con la Provincia di Gorizia e il Comitato regionale enti locali per la pace del Friuli Venezia Giulia. “Tutti i diritti umani per tutti” è stato il tema che ha contraddistinto la marcia della pace che si è svolta da Romans al colle di Medea e che ha visto protagonisti soprattutto tanti giovani. La manifestazione che quest’anno ha avuto luogo in concomitanza con importanti anniversari. Nel 2008 infatti si ricordano i 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che è stata poi l’occasione per gli organizzatori di scegliere lo slogan per la Marcia della pace; i 60 anni della Costituzione italiana, la 40ª Giornata mondiale della pace, i 30 anni della legge Basaglia e i 40 anni dei Movimenti del ’68. Questi avvenimenti sono stati ricordati nel corso della giornata. La manifestazione si è iniziata con il raduno dei partecipanti in sala Galupin a Romans. Ci sono stati i saluti dei gruppi giovanili della parrocchia, della consulta giovani nata proprio quest’anno a Romans , di don Pierluigi Di Piazza, del centro di accoglienza Balducci, dell’assessore regionale Roberto Antonaz, dell’assessore provinciale alle Politiche della pace Marko Marincic e del sindaco di Romans Alessandro Zanella. Successivamente è partito il lungo corteo che da piazza Candussi ha raggiunto la chiesetta di Sant’Antonio sul colle di Medea dove si è svolta la seconda parte della manifestazione con gli interventi di Caterina Dolcher, difensore civico regionale Friuli Venezia Giulia, di Giovanni De Luca, procuratore capo Corte dei conti Fvg e di Mario Reali, psichiatra. «La marcia della pace che si è svolta quest’anno nel sessantaseiesimo anniversario della Dichiarazione dei diritti umani – hanno ricordato i relatori – è l’occasione per stimolare una riflessione approfondita e un esame dello stato attuale della promozione e della protezione dei diritti umani nel mondo per favorire ulteriori progressi nel riconoscimento e nella tutela di questi diritti». L’altro importante anniversario che è stato ricordato sono stati i 30 anni della legge Basaglia. Gorizia in campo mondiale è stata la prima che ha preso il provvedimento di chiudere i manicomi. Essa ha vietato nuove ammissioni in queste strutture e ha impedito che si costruissero nuovi ospedali psichiatrici. Marco Silvestri



