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I genitori dei bambini che frequentano le scuole comunali non ci stanno. Temono che il Comune voglia accorpare i centri cottura con la conseguenza (è questa la paura) che scada la qualità del cibo e del servizio. La presa di posizione arriva dopo l’ultimo Consiglio comunale in cui è stato affrontato questo problema grazie ad un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale Marco Marincic (Forum).
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L’appello dei genitori degli alunni: «Il Comune non deve accorpare i centri cottura»
«No al taglio delle cucine scolastiche»
A fare scattare l’allarme un passaggio della relazione previsionale in cui si legge, testuali parole, che «è in corso una specifica procedura di rivisitazione dei modi e delle forme di resa delle prestazioni che, a livello generale dell’ente, attualmente è rivolto a diverse categorie di utenti ed è articolato su molteplici livelli di approvvigionamento». Queste le premesse. C’è scritto poi che «anche per questo delicato servizio verrà posta particolare attenzione a tutti gli aspetti legati alla sicurezza e alla qualità del servizio nonché alla valorizzazione di proposte e interventi in grado di ottimizzare gli impieghi complessivi delle risorse, con particolare riferimento alla valutazione circa l’opportunità di accorpare i centri-cottura». Apriti cielo. I genitori hanno iniziato ad agitarsi e hanno contattato ieri la redazione per esprimere le loro perplessità. «Vogliamo incontrare l’assessore comunale all’Istruzione, Silvana Romano». Non solo. Ad agitarli ancora di più la bocciatura di un ordine del giorno di Marincic in cui il consigliere comunale rilevava «con preoccupazione la presenza, nella relazione previsionale e programmatica allegata al bilancio di previsione per il 2008, della previsione che, seppure nella sua formulazione ermetica, indica un possibile accorpamento dei centri cottura a servizio della ristorazione scolastica. Chiediamo di soprassedere ad ogni ipotesi di unificazione dei punti cottura, favorendo, al contrario, un servizio che punti in primo luogo alla qualità dei pasti erogati». Alla luce di questa considerazione, l’opposizione chiedeva alla giunta «di verificare la possibilità di attuare un contenimento dei costi del servizio per mezzo di alternative che non penalizzino la qualità del servizio e, al contempo, valorizzino le forme di partecipazione dei genitori già presenti in alcune realtà cittadine». Ma la richiesta è stata respinta. «Romoli ha ritenuto di non dover trasformare l’ordine del giorno in raccomandazione. Ha accettato che verrà garantita la qualità del servizio ma ha voluto tenersi le mani libere relativamente ad un eventuale accorpamento delle cucine scolastiche. E di ciò ci dispiace. Posso, comunque, assicurare che daremo a battaglia». Non è una novità assoluta il taglio dei punti-cottura. Già in passato si ipotizzò un ridimensionamento per ridurre le spese ma ci fu la ferma opposizione dei genitori degli alunni che temevano uno scadimento della qualità dei cibi somministrati ai loro figli. «Inoltre – conclude Marincic –, la presenza delle cuoche ha anche una valenza educativa perché il bambino ha la possibilità di confrontarsi direttamente con chi gli prepara il pasto».
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No al taglio delle cucine scolastiche
GORIZIA I genitori dei bambini che frequentano le scuole comunali non ci stanno. Temono che il Comune voglia accorpare i centri cottura con la conseguenza (è questa la paura) che scada la qualità del cibo e del servizio. La presa di posizione arriva dopo l’ultimo Consiglio comunale in cui è stato affrontato questo problema grazie ad un ordine del giorno presentato dal consigliere comunale Marco Marincic (Forum). A fare scattare l’allarme un passaggio della relazione previsionale in cui si legge, testuali parole, che «per questo delicato servizio verrà posta particolare attenzione a tutti gli aspetti legati alla sicurezza e alla qualità del servizio nonché alla valorizzazione di proposte e interventi in grado di ottimizzare gli impieghi complessivi delle risorse, con particolare riferimento alla valutazione circa l’opportunità di accorpare i centri-cottura». Apriti cielo. I genitori hanno iniziato ad agitarsi e hanno contattato ieri la redazione per esprimere le loro perplessità.
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Confermata la riduzione delle cucine
Se diversi emendamenti e ordini del giorno dell’opposizione sono stati accolti, alcuni sono stati, invece bocciati dal sindaco Romoli. Fra questi, quello presentato dal consigliere del Forum per Gorizia, Marco Marincic, riguardante l’ipotizzato accorpamento delle 15 cucine che oggi preparano i pasti per gli scolari degli istituti comunali e di altre strutture pubbliche. Marincic ha chiesto che questi accorpamenti non abbiano luogo, ma il sindaco Romoli ha risposto che questa era una promessa che non poteva fare. «Se si chiede il mantenimento dei livelli qualitativi del servizio mensa sono il primo a essere d’accordo – ha affermato il primo cittadino – ma se si vuole, invece, evitare gli accorpamenti delle cucine, non lo sono. Una buona amministrazione, infatti, punta a ridurre le spese che si possono ridurre mantenendo la stessa qualità nei servizi erogati. Ed è quanto intendiamo fare con le tante cucine attive, che assorbono molte risorse che potrebbero essere impegnate diversamente. Quindi siamo intenzionati a studiare la loro possibile riduzione». Alcuni consiglieri della minoranza, peraltro, hanno messo in luce alcune “dimenticanze” nel bilancio. Lo stesso Marincic ha posto la questione del mancato inserimento nel documento contabile di una voce riguardante contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari e internazionali. «Si rischia di far perdere così a Gorizia importanti risorse proprio nella fase d’avvio della nuova programmazione comunitaria 2007-2013 – ha affermato Marincic –, anche considerando che, come non mai in passato, la città si trova inserita in ben otto possibili linee di finanziamento per la cooperazione territoriale. Le opportunità ci sono eccome – ha concluso – mancano solo idee e progetti concreti per coglierle». Il consigliere del Partito democratico, Daniele Orzan, invece, ha scoperto che «l’amministrazione comunale non era a conoscenza del fatto che ci sono oltre 29 mila euro, derivanti dalla raccolta del 5 per mille alla quale avevano partecipato 1.084 sottoscrittori, che il Comune aveva richiesto per finanziare il recupero delle case per anziani di via Campagnuzza». Accolto, anche l’emendamento presentato dai consiglieri Bozidar Tabaj e Federico Portelli del Pd, per l’inserimento in bilancio del contributo regionale per la riqualificazione del quartiere di Sant’Andrea che l’amministrazione comunale si era “dimenticata” di inserire. (p.a.)



