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Una nuova fiera rivolta agli sloveni
Un nuovo, grande evento turistico per ridare centralità a Gorizia anche, e soprattutto, alla luce della recentissima caduta dei confini. È questa la richiesta che il sindaco Ettore Romoli ha rivolto alla dirigenza di Udine e Gorizia Fiere ieri pomeriggio, in occasione dell’inaugurazione dell’edizione 2008 di Pollice Verde, l’ormai tradizionale appuntamento dedicato al giardinaggio e all’ambiente. «Questa fiera è un successo perché valorizza la sensibilità dei goriziani per la natura – ha ricordato Romoli – ma credo che si debba fare un salto di qualità organizzando un nuovo appuntamento fieristico capace di intercettare un pubblico più vasto, anche oltreconfine». Un assist raccolto subito da Sergio Zanirato presidente dell’ente friulano – goriziano. «Daremo vita ad un tavolo di confronto con le istituzioni locali per capire in che termini sviluppare un progetto di questo genere – ha affermato Zanirato rivolgendosi direttamente a Romoli -. Gorizia ha una posizione geografica che, sotto questo profilo, non può non essere sfruttata». All’inaugurazione è intervenuto anche l’assessore regionale alla Cultura Roberto Antonaz che ha focalizzato il suo intervento sull’offerta turistica proposta dalla città per questa primavera. «La mostra organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio, Pollice Verde e, prossimamente, èStoria rappresentano tre eventi di altissimo livello con i quali Gorizia dimostra di sapersi rinnovare, proponendosi al grande pubblico in modo vincente – ha osservato Antonaz poco prima del taglio del nastro, al quale hanno preso parte anche l’assessore provinciale Marko Marincic e i suoi omologhi comunali Francesco Del Sordi e Sergio Cosma, oltre al presidente della Camera di Commercio Emilio Sgarlata -. Dobbiamo continuare su questa strada». Entrando più nel dettaglio di Pollice Verde, è sufficiente rimarcare il numero complessivo degli espositori presenti, più di cento, per rendersi conto di come la fiera abbracci tutti gli aspetti del giardinaggio e della vita all’aria aperta. Diverse le chicche offerte dalla manifestazione. Su tutte, il gardino delle orchidee, una sorta di fiera nella fiera, nella quale si possono ammirare ben 300 specie diverse di questa spettacolare pianta. E la «Mostra internazionale del coniglio riproduttore», con oltre 130 di questi animali delle più differenti razze: da quelli tradizionali, di piccola taglia ai giganti bianchi e rossi della Nuova Zelanda che possono arrivare a pesare anche più di 10 kg. Questa mattina, inoltre, dalle 9 una commissione di esperti eleggerà l’esemplare più bello dopo un attenta valutazione. Non mancherà, poi, lo spazio di Verde Pollicino pensato appositamente per i più piccoli con tutta una serie di attività e laboratori per avvicinare i più piccoli al mondo delle piante e dei fiori. Tra gli altri eventi collaterali, va anche ricordato quello che vedrà protagonista, oggi alle 10, la Fondazione Coronini Cronberg con la presentazione delle sue iniziative e della visita al Parco di Palazzo Coronini prevista per domani alle 16. Particolarmente denso il calendario delle conferenze. Da quella di ieri dedicata al tema «Compost e agricoltura: un binomio vincente», a cura degli esperti di Irsi, ai due previsti per quest’oggi sul tema delle Viole tra storia e leggenda (ore 11) e su quello della potatura (ore 16). Domani chiusura, alle 11, con la relazione di Stefano Morsolin sugli «Alberi da fiore per i nostri giardini». Sempre nel corso di Pollice Verde è stato anche presentato l’originale corso di giardinaggio domestico sponsorizzato dal Comune, la cui partenza, all’università della Terza età, scatterà a breve. Tutto questo all’interno di padiglioni dove si può trovare praticamente tutto ciò che serve sia alla cura dei classici giardini domestici sia alla manutenzione di aree coltivate o di parchi pubblici. Trattori, tagliaerba, decespugliatori, semenze, attrezzi ma anche caminetti, piscine, tavoli e sedei da giardino, barbecue. Non manca praticamente nulla. La fiera resterà aperta oltre che quest’oggi, dalle 10 alle 20, anche domani con lo stesso orario.
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Lauri: garanzie da Illy sull’ambiente. Meglio staccare l’assessorato dai Lavori pubblici
La Sinistra: «Noi determinanti per Intesa»
TRIESTE «Vogliamo rendere la sinistra determinate dentro il progetto di Intesa Democratica. Questa è la scommessa della Sinistra Arcobaleno e per questo ci presentiamo uniti al Pd e ai Cittadini alle regionali». Giulio Lauri sintetizza così il progetto che mette attorno a un tavolo, nella sede del Consiglio regionale di piazza Oberdan, almeno una decina di persone. Ci sono i segretari di Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica. Ci sono alcuni candidati.Ma c’è un posticino anche per il partito umanista. Correranno tutti asssieme e puntano a medio termine di diventare un tutt’uno. Un partito che difenda il lavoro e la sicurezza, la sanità pubblica, i diritti dei cittadini e l’ambiente. Ma proprio sull’ambiente ci sono state nella legislatura appena conclusa i principali problemi con Illy e i suoi assessori. E forse proprio all’assessorato all’ambiente, assieme a quello alla Cultura (gestito per 5 anni da Roberto Antonaz), punta la Sinistra. Un assessorato separato da quello ai lavori pubblici (affidato a Gianfranco Moretton) per risolvere un’ambiguità che spesso ha messo in difficoltà (vedi cementificio di Torviscosa) la giunta e la maggioranza. «Sì, siamo convinti che quell’assessorato debba essere ridefinito – dice Lauri – ma prima dobbiamo pensare a vincere le regionali e a fare un buon risultato come Sinistra». Ma qual’è l’obiettivo? «Pensiamo di rappresentare il vero valore aggiunto della coalizione, in forza del nostro radicamento sociale – continua – e proprio perciò la nostra proposta unitaria può dar luogo ad una sinistra determinante all’interno di Intesa democratica, diversamente da quanto accaduto nella legislatura precedente. I tre partiti in Consiglio potevano contare su 5 rappresentanti, ora puntiamo ad almeno 6 o 7 seggi». Ma lanciano anche un appello per la raccolta di firme. «Forse abbiamo ritardato troppo la definizione delle liste – dicono – ma ora abbiamo bisogno del sostegno dei cittadini. E il maltempo non gioca certo a nostro favore. In Friuli Venezia Giulia la Sinistra Arcobaleno si presenterà con un simbolo che riporterà la dicitura anche in lingua slovena, friulana e tedesca, «per testimoniare – ha precisato Lauri – la nostra assunzione convinta della scelta del quadrilinguismo operata dalla Regione». Il risultato a cui si punta, è di sette consiglieri regionali, «che è possibile arrivino – secondo Lauri – uno ciascuno dalle circoscrizioni di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia, più altri tre che potrebbero scattare di nuovo da Trieste, Udine, Pordenone o anche da Tolmezzo». Le teste di lista rappresenteranno le quattro componenti della Sinistra Arcobaleno e la società civile (quasi tutti erano presenti ieri): per Trieste, Giuliana Zagabria, Igor Kocijancic e Giorgia Visentin; per Udine, Kristian Franzil, Elisa Dreosto e Livio Menon; per Pordenone, Ruben Colussi, Monja Giacomini e Michele Negro; per Gorizia, Marko Marincic. Nella lista della Sinistra Arcobaleno figurerà anche un candidato degli Umanisti, Dino Mancarella.
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Marincic: «Del Sordi deve farsi valere Altrimenti si dimetta»
«Sapevamo che c’erano profonde differenze di vedute sullo smog fra il sindaco Romoli e il suo assessore Del Sordi. Sinceramente, però, non pensavamo che la mannaia della censura romoliana si abbattesse sul povero assessore in un modo così secco e brutale. ’Nessun provvedimento strutturale, di isole pedonali a Gorizia non se ne parla’, ha tuonato Romoli. Incredibile la sua giustificazione: altre città, di maggiori dimensioni, stanno peggio di noi. Come dire: quindi, godiamoci pure a pieni polmoni i nostri ormai dieci giorni di superamento, anche del triplo, dei limiti di polveri sottili nell’aria». Il consigliere comunale del Forum, Marko Marincic torna a stuzzicare la giunta sulla questione-inquinamento. «Mi sembra che Del Sordi si trovi di fronte a una necessaria scelta: o conferma le proprie dichiarazioni e convince il sindaco a lasciarlo fare l’assessore all’Ambiente, oppure si rimangia tutto e si adegua agli ordini superiori. Ma in tal caso dignità imporrebbe le dimissioni e coerenza vorrebbe che, visto che decide tutto lui, fosse il sindaco ad assumersi, assieme a quello brillantemente svolto di assessore ai Lavori pubblici, anche il referato all’Ambiente. Almeno vi sarebbe chiarezza e sapremmo con chi abbiamo a che fare: con un’amministrazione comandata a bacchetta da un sindaco completamente insensibile non solo ad un’emergenza ambientale di gravità inaudita ma anche al forse più importante tra i doveri del primo cittadino, quello di tutelare la salute dei goriziani». Marincic è un fiume in piena. E chiede che anche gli altri consiglieri comunali, di maggioranza e d’opposizione, evidenzino queste «mancanze». «Sulle conseguenze dei Pm10 ormai non vi sono più dubbi come non ve ne sono sulla necessità di interventi drastici di riduzione delle emissioni, come ha capito anche l’assessore Del Sordi. E non ci si venga a raccontare che il problema sarà risolto con l’adesione al protocollo Icbi per dare un piccolo incentivo (al massimo 350 euro) a chi installa sull’auto un impianto a gas. I fondi per i pur esigui incentivi al momento non ci sono e poi, in ogni caso, l’effetto sarebbe minimo (ad esempio non ne sarebbero toccati i veicoli diesel, i più problematici per le polveri sottili). A Gorizia ci vuole ben altro. Provvedimenti seri e veramente incisivi, di lungo periodo, che ormai la maggioranza dei cittadini reclama a gran voce. Per quanto faccia orecchie da mercante, alla fine anche Romoli dovrà prenderne atto». f. fa.



