Archiviato in: Documenti e comunicati | Tag: accorpamento, bilancio preventivo, gorizia, marincic, mense scolastiche
Il sindaco Romoli è disinformato o in malafede, quando, nemmeno tanto velatamente, mi accusa di strumentalizzare la questione dell’accorpamento delle mense scolastiche a fini elettorali. Se la vicenda è esplosa in questo momento, il merito è tutto e soltanto della sua amministrazione che ha pensato di proporre, col bilancio preventivo, di accorpare gli attuali 15 punti cottura negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia cittadine.Per doverosa informazione del sindaco tengo a precisare che non più di due anni fa, assieme a numerosi altri genitori, condussi una battaglia analoga, allora contro la centralizzazione della fornitura degli alimenti attraverso un appalto a un’unica ditta esterna. Quella battaglia servì a salvaguardare il ruolo dei comitati di genitori che con grande passione ed impegno partecipano alla vita e alla gestione delle scuole d’infanzia frequentate dai loro piccoli.In quell’occasione incontrammo un’amministrazione comunale attenta e sensibile, che comprese le ragioni dei genitori e modificò i propri orientamenti. Insieme trovammo una soluzione che contemperò l’esigenza di comprimere i costi con quella di garantire la qualità degli alimenti forniti ai bambini e la partecipazione dei comitati di genitori. Comitati, giova ricordarlo, che verrebbero automaticamente spazzati via se il sindaco Romoli e l’assessora Romano insisteranno nella sciagurata decisione di accorpare le cucine delle mense infantili.Ma la cosa peggiore è un’altra. Questa giunta comunale finge di non capire, quale sia la differenza tra cucinare i pasti negli asili e il portarli dall’esterno. Nel primo caso i cibi – si tratti di una calda minestrina, un risotto o una pastasciutta al dente, un piatto di croccanti patatine, un’insalata fresca – vengono preparati in loco e serviti in tavola immediatamente dopo la cottura o la preparazione. Nel secondo caso, per quanto siano competenti e professionali gli operatori, avremmo cibi preparati in grandi quantità e con largo anticipo per essere poi distribuiti in 15 sedi diverse, serviti magari in vaschette di plastica e con altre modalità tipiche del confezionamento industriale. Col prevedibile risultato di cibi scotti, che arrivano in tavola ormai freddi, spesso deteriorati perlomeno quanto a fragranza e sapori.Pensa davvero il sindaco Romoli, di poter garantire ancora la stessa qualità del servizio? E pensa che qualcuno gli creda, quando afferma che si tratterà di un esperimento temporaneo? Che, una volta centralizzato e riorganizzato completamente il servizio, si possa poi tornare indietro? Che tolti di mezzo i comitati dei genitori essi possano essere riesumati nel successivo anno scolastico?
E’ per questo che, da genitore prima ancora che da consigliere comunale di opposizione, sento la responsabilità di tutelare il diritto dei bambini a pasti buoni e sani di fronte alle esigenze contabili di un’amministrazione che guarda ai servizi erogati dalla prospettiva del suo sindaco-commercialista. Per questo starò al fianco dei genitori nella battaglia contro l’accorpamento delle mense. E lo farò a prescindere dal mio ruolo. Non sarà certo una battaglia che si esaurirà nelle tre settimane di questa breve campagna elettorale. Se dovessi essere eletto in regione, ebbene i genitori avranno al loro fianco anche un consigliere regionale, con buona pace del sindaco Romoli.
Marko Marinčič
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