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29 Marzo 2008, 3:46 pm
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I MIEI IMPEGNI PER L’ISONTINO

Facciamo guarire la sanità isontina
Superare i confini farebbe bene soprattutto alla sanità, finora sacrificata al duopolio clinico-universitario di Udine e Trieste. Serve un rilancio della sanità isontina, valorizzando sia Gorizia che Monfalcone ma sopprattutto i servizi sul territorio, all’insegna della collaborazione che significhi qualità ma anche integrazione.

Uno sviluppo leggero e sostenibile
Come? Spostando su rotaia le merci dei camion, su un corridoio 5 dove per potenziare la ferrovia non serve sventrare il Carso. Per mantenere il nostro ambiente ricco e fonte di ricchezza: l’Isonzo senza nuove dighe, le ciclovie per portare turisti in Collio, in Carso e verso il mare tra storia, natura e prodotti genuini della nostra terra.

Lavoro e ambiente finalmente uniti
Chi dice che bisogna morire di lavoro? Si può e si deve innovare, garantire la sicurezza e la salute, un lavoro stabile e non precario, nel rispetto dell’ambiente. Fonti rinnovabili, per risparmiare, per vivere meglio, per migliorare il clima. Questo si può fare, questo e non altro si deve fare, anche in regione, anche a Gorizia.

Rifiutiamo i rifiuti
L’esperienza della provincia di Gorizia, ai vertici nazionali per la raccolta differenziata, va potenziata e diffusa in regione. Oltre a recuperare e riciclare bisogna iniziare a ridurre i rifiuti generati da una sconsiderata promozione dell’industria dell’usa e getta. Per avere un risparmio economico (paghiamo per comprare, paghiamo per smaltire) ed un beneficio ambientale.

Riconvertiamo le caserme dimesse
La provincia di Gorizia è disseminata di caserme vuote e in rovina, monumento alla stupidità umana e al vizio di mandare in malora il patrimonio pubblico. Propongo un piano straordinario della Regione per il loro recupero a fini turistici, per produrre energia pulita, per attività economiche innovative ed altro.

Energia pulita con le fonti rinnovabili
La centrale elettrica di Monfalcone non ancora riconvertita continua a sputare fumi e polveri e già si parla di nuovi impianti energetici come quello gigantesco proposto da Westinghouse o persino di una possibile centrale nucleare. Non basta l’aver sacrificato i polmoni di tanti operai all’amianto? E’ ora di ridurre gli sprechi energetici e passare alle fonti rinnovabili.


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