20 marzo 2008, 3 Gorizia
24 Marzo 2008, 11:58 pm
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Sarà sempre più facile chiedere cure e servizi a cavallo del confine

Primi bilanci per la collaborazione sanitaria transfrontaliera. «Nell’arco di questi anni – sono le parole della direttrice generale dell’Azienda sanitaria isontina, Manuela Baccarin – siamo stati in grado di consolidare il dialogo tra medici italiani e sloveni, avviare procedure sanitarie omologate attraverso la stesura di protocolli creando di fatto un bacino di utenza unico transfrontaliero al quale viene garantito così un livello qualitativo di assistenza sempre più elevato». Concetti espressi, ieri mattina, dalla direttrice generale dell’Azienda isontina nell’ambito di un mini-convegno andato in scena, nella sala del consiglio provinciale, durante la quale è stato presentato e illustrato nel dettaglio l’esito dei primi sei anni di collaborazione transfrontaliera tra gli ospedali di Gorizia e San Pietro-Nuova Gorizia delineando, inoltre, le prospettive che si aprono per i prossimi anni. Progetti di collaborazione rientranti nel programma di iniziativa comunitaria Interreg Italia-Slovenia 2000-2006. «Il programma di collaborazione prevede per i prossimi anni, fino al 2013, ulteriori passi avanti – ha sottolineato la direttrice Baccarin – per consentire ai cittadini italiani e sloveni di accedere ancora più facilmente alle strutture del rispettivo paese confinante e ai servizi sanitari di integrarsi in misura sempre maggiore». Nell’immediato futuro diventerà, insomma, una prassi sempre più facilitata e consolidata, per i cittadini goriziani, accedere alla prestazioni sanitarie offerte dalle strutture ospedaliere della vicina San Pietro. «In questi anni siamo riusciti a raggiungere uno scambio sempre più stretto tra gli operatori – ha affermato dal canto suo il direttore della azienda ospedaliera di San Pietro-Nuova Gorizia, Silvan Saksida – e ad avviare uno scambio effettivo di pazienti grazie a percorsi clinici condivisi e ai protocolli transfrontalieri concordati». I progetti sanitari di collaborazione transfrontaliera tra Gorizia e San Pietro-Nuova Gorizia hanno interessato in tutto nove ambiti: nefrologia e dialisi, giovani e uso di sostanze psicoattive, neurologia, oculistica, cardiologia, monitoraggio della qualità, ortopedia, pronto soccorso ed emergenza territoriale, terapia intensiva. «Il lavoro svolto dai medici, dagli infermieri e dai vari collaboratori ha avuto risultati concreti – ha precisato nella relazione introduttiva Manuela Baccarin –, sia in termini di nuove relazioni, omologazione di procedure, acquisizione di strumenti sia, soprattutto, di contatti a livello di professionisti. I vari settori che hanno riguardato il progetto di collaborazione transfrontaliera in campo sanitario hanno seguito percorsi diversi e hanno ottenuto diversi risultati». Al mini-convegno svoltosi ieri, in Provincia, hanno portato il saluto delle rispettive amministrazioni l’assessore comunale alle politiche sanitarie, Silvana Romano e l’assessore provinciale alle politiche confinarie, Marko Marincic. Piero Tallandini 


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